Le agevolazioni riconosciute alle start up innovativa

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Le Agevolazioni Riconosciute alle Start up Innovativa

Avendo analizzato tutti i requisiti si analizzano i benefici quindi le misure che, il legislatore, ha previsto per le start up innovative. Queste misure sono valide per tutta la durata della disciplina, riguardando tutte le fasi partendo dalla costituzione fino all’ipotesi di crisi, e sono agevolazioni e deroghe al diritto comune[1]:

  • articolo 26: riduzione capitale sociale per perdite, creazione di quote con diritti differenti, non applicazione della disciplina in materia di società di comodo, possibilità di compiere operazioni sulle partecipazioni, esonero dal pagamento degli oneri in fase di costituzione;
  • articolo 27: remunerazione attraverso strumenti finanziari;
  • articolo 27-bis: credito d’imposta per nuove assunzioni;
  • articolo 28: disposizioni in materia di rapporto di lavoro subordinato;
  • articolo 29: incentivi all’investimento in start-up innovative;
  • articolo 30: raccolta di capitali di rischio tramite portali on line, accesso semplificato al fondo di garanzia per le PMI, servizi per l’internazionalizzazione;
  • articolo 31: composizione e gestione della crisi nell’impresa start-up innovativa.

Per quanto riguarda le agevolazioni per gli incubatori troviamo l’esonero al pagamento degli oneri in fase di costituzione, accesso semplificato al fondo di garanzia per le PMI, credito d’imposta per nuove assunzioni, remunerazione attraverso strumenti finanziari.

Nei molteplici benefici che hanno le start up il principale è al momento della costituzione dell’impresa, nel Decreto Crescita Bis[2], si palesa la totale esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e diritti di segreteria per l’iscrizione nel registro delle imprese[3] e l’esenzione dal diritto annuale della camera di commercio. Questa esenzione termina al momento dell’uscita dal regime sia per vie naturali che per mancanza di requisiti. L’esonero dell’imposta di bollo si amplia, anche, a tutti gli atti posti in essere dalla star up per esempio aumento di capitale e deposito di bilancio d’esercizio (valida anche per incubatori certificati)[4].

La misura in questione riprende in parte quanto previsto per le srl semplificate le quali sono anch’esse esentate dal pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo, tuttavia l’esenzione riguarda solo la fase di costituzione e non gli altri adempimenti che si manifestano durante la vita dell’impresa, inoltre non è esentata dal diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio[5]. Le SRL innovative con l’intervento del DM 1 Luglio 2016, a partire dal 20 Luglio 2016, potranno essere costituite online grazie alla piattaforma “startup.registroimprese.it” quindi non è più sarà più necessario un notaio grazie al modello di statuto di startup innovativa tipizzato.

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Nella regione Lombardia si ha un ulteriore vantaggio economico: la riduzione di un punto percentuale dell’aliquota IRAP alle start-up iscritte nel corso dell’anno 2013 nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese.[6]

Nelle deroghe previste alla disciplina della società ordinaria: alle start up innovative costituite in forma di SRL è consentito di “creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscano il voto o che lo attribuiscano in misura non proporzionale alla partecipazione), effettuare operazioni sulle proprie quote, emettere strumenti finanziari partecipativi e offrire al pubblico quote di capitale.

Viene prorogato il termine di copertura delle perdite: in caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale ed al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo.

Viene inserita deroga alla disciplina delle società di comodo e delle società in perdita sistematica le start up innovative non sono soggette alla disciplina delle società di comodo e perdita sistematica. In aggiunta, le start up innovative sono annoverate tra i soggetti fallibili quindi sono escluse da procedure fallimentari, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa.

Le start up innovative hanno una disciplina del lavoro su misura, potendo assumere personale con contratto a tempo determinato della durata massima di 36 mesi. E hanno la facoltà di remunerare il personale in modo flessibile: infatti è lasciato alle parti, fatto salvo un minimo tabellare, stabilire quale parte della remunerazione è flessibile e quale variabile. [7]

Agevolazioni per i Finanziatori

Le agevolazioni non riguardano soltanto gli imprenditori, ma sono anche per gli investitori nelle start up innovative[8]. Le agevolazioni sono di due categorie differenti: coloro che sono sottoposti al pagamento dell’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche e coloro che invece sono sottoposti all’ imposta sul reddito delle società.

Per quanto riguarda le persone fisiche soggette al pagamento dell’IRPEF, la percentuale di detrazione è pari al 19% della somma investita nel capitale sociale della start up innovativa[9] negli anni dal 2013 al 2016 L’investimento può avvenire tramite OICR[10], che investono principalmente in start up innovative, o anche direttamente. La norma prevede un tetto all’investimento detraibile che non può superare i 500.000€ per ogni periodo d’imposta; da tale limite si ricava che il beneficio fiscale massimo è pari a 95.000€[11] detraibili per periodo d’imposta. Per i soci di società di persone la detrazione è determinata in proporzione alle quote di partecipazione agli utili[12]. Se la detrazione non è interamente fruibile, nel periodo d’imposta di riferimento, può essere portata in detrazione fino al terzo periodo d’imposta successivo.

Sempre per gli anni 2013-2016 l’agevolazione[13] riconosce, ai soggetti sottoposti all’imposta sul reddito delle società, una deduzione dal reddito pari al 20%, se riguarda start up innovative della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente o anche mediante organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative. In questo caso il tetto di deduzione è fissato a 1.800.000 € per periodo d’imposta e 15.000.000 € in totale a star up innovativa, garantendo un beneficio d’imposte massimo di 99.000€[14]. Qualora la deduzione sia superiore al reddito complessivo dichiarato l’eccedenza viene portata in aumento dell’importo deducibile fino ad un massimo di 3 esercizi. [15]

Una deduzione e detrazione differenti si hanno nel caso in cui la start up innovativa abbia una vocazione sociale o start-up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico; si avrà una detrazione del 25%, per un massimo di 125.000€, mentre la deduzione è pari al 27%[16] , con un risparmio di imposta pari a 133.650€

L’investimento nella start up innovativa deve essere mantenuto per almeno due anni, in caso di cessione anche parziale prima del termine l’investitore decade dal beneficio e deve restituire l’importo detratto o dedotto oltre agli interessi legali.

Nel DM del 25 Febbraio 2016 vengono definiti gli “organismi di investimento collettivo del risparmio che investono prevalentemente in start up innovative” come:

quegli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia o in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, che, al termine del periodo di imposta in corso alla data in cui è effettuato l’investimento agevolato, detengono azioni o quote di start-up innovative di valore almeno pari al 70 per cento del valore complessivo delle attività risultanti dal rendiconto di gestione o dal bilancio chiuso nel corso dell’anzidetto periodo di imposta, senza tenere conto, a questi fini, degli investimenti effettuati negli incubatori certificati[17]

Per quanto riguarda “altre società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative” sono sempre definite, nel DM 25/02/2016 nell’articolo 1, come:

quelle società che, al termine del periodo di imposta in corso alla data in cui è effettuato l’investimento agevolato, detengono azioni o quote di start-up innovative, classificate nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie o comunque non detenute per la negoziazione, di valore almeno pari al 70 per cento del valore complessivo delle immobilizzazioni finanziarie iscritte nel bilancio chiuso nel corso dell’anzidetto periodo di imposta, senza tenere conto, a questi fini, degli investimenti effettuati negli incubatori certificati

Gli investimenti, chiaramente, possono essere realizzati tramite l’acquisto di titoli/quote della start up innovativa, quote di partecipazione in OICR o altre società di capitali[18], ma la differenza per le agevolazioni è sostanziale in quanto se avvenuto tramite OICR o direttamente l’agevolazione è beneficiata integralmente, se avviene tramite società di capitali spetta in modo proporzionale all’investimento effettuali verso start up innovative dalla società terza.

Ci sono, anche se pochi, casi in cui è espressamente esclusa, tramite volontà normativa, l’applicazione delle agevolazioni:[19]

  • nel caso di investimenti effettuati tramite organismi di investimento collettivo del risparmio e società, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica;
  • nel caso di investimenti in start-up innovative che si qualifichino come:
    • imprese in difficoltà di cui alla definizione della comunicazione della Commissione europea «Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà» (2004/C 244/02);
    • imprese del settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell’acciaio;
    • alle start up innovative e agli incubatori certificati, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, nonché’ alle altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative;
    • nel caso di investimento diretto, o indiretto per il tramite delle altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e le cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, ai soggetti che possiedono partecipazioni, titoli o diritti nella start-up innovativa oggetto dell’investimento, ad eccezione degli investimenti ulteriori al ricorrere delle condizioni previste dal paragrafo 6 dell’art. 21 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato.

 

Possono essere considerate “start up innovative” le società di capitali  aventi i seguenti requisiti:

  • essere di nuova costituzione o comunque costituite da meno di 5 anni. La start up inoltre non deve risultare da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione d’azienda o di ramo di azienda;
  • avere sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’UE o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • presentare un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuire e non aver distribuito utili;
  • avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Inoltre il contenuto innovativo dell’impresa va identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti criteri:

  1. aver sostenuto spese di ricerca e sviluppoper un importo pari o superiore al 15% del valore maggiore tra il valore della produzione e i costi della produzione risultanti dall’ultimo bilancio;
  2. la forza lavoro complessiva deve essere costituita per almeno 1/3 da dottorandidottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratoria qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;
  3. l’impresa deve essere titolare, depositaria o licenziatariadi un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato.

Le agevolazioni previste a favore dei soggetti che investono nel capitale delle start up innovative (sia normali che a vocazione sociale o efficienza energetica), hanno introdotto un’agevolazione con aliquota unica consistono in una riduzione delle imposte sui redditi attraverso la concessione di detrazioni o di deduzioni sull’ammontare degli investimenti effettuati. Tali agevolazioni sono state stabilizzate e significativamente potenziate con la legge di Stabilità 2017 (articolo 1, comma 66):

  • per le persone fisiche una detrazione Irpef pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1 milione di euro (riportabile fino al terzo periodo di imposta successivo);
  • per le persone giuridiche l’incentivo consiste in una deduzione dall’imponibile Ires del 30%dell’investimento, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro (riportabile fino al terzo periodo di imposta successivo).

Le agevolazioni possono essere fruibili sia nel caso di investimenti diretti in start up innovative, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR e altre società che investono prevalentemente in start up innovative la fruizione dell’incentivo è condizionata al mantenimento della partecipazione nella start up innovativa per un minimo di tre anni.

Interessanti infine le novità previste in ambito societario.

È possibile la costituzione (e l’eventuale modifica) di una start up innovativa non solo per atto pubblico ma anche in formato elettronico sottoscritto in forma digitale non autenticata tra le parti ai sensi dell’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale di cui al D.Lgs. 82/2005; con la modifica introdotta dalla legge di Stabilità 2016 sarà possibile effettuare la sottoscrizione anche secondo le modalità previste dall’articolo 25 del citato codice dell’amministrazione digitale, ovvero con firma elettronica avanzata autenticata.

Infine è previsto l’esonero da diritti camerali e imposte di bollo: alle start up innovative e agli incubatori certificati non si applica il diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio, nonché, come chiarito anche nella circolare AdE 16/E/2014 i diritti di segreteria e l’imposta di bollo abitualmente dovuti per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle imprese.

La legge di Stabilità 2017 ha stabilito poi che l’atto costitutivo della start up innovativa, costituita con la procedura semplificata ai sensi dell’articolo 4, comma 10-bis, del D.L. 3/2015, nonché di quella costituita con atto pubblico, in caso di contestuale iscrizione nella citata sezione speciale presso il Registro imprese, è esente dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria.

 

[1] DL 179/2012 – Articolo 26 – 31

[2] Articolo 26 comma 8.

[3] Si ritiene l’esenzione operi sia per l’iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, sia nella sezione speciale dedicata alle start up innovative.

[4] Agenzia delle Entrate – circolare 16/E.

[5] Ministero dello sviluppo Economico, Restart Italia!, anno 2012.

[6] Art. 77, commi 6 quater e 6 quinquies, L.R. 10/2003.

[7] In riferimento all’elaborato dell’ordine dei Dottori Commercialisti, le start – up innovative Loro caratteristiche, vantaggi e costituzione.

[8] DL 179/2012 – Articolo 29.

[9] DL 172/2012 – Articolo 29 comma 1.

[10] Organismi di investimento collettivo.

[11] L’importo è ottenuto dall’applicazione della percentuale di detrazione all’importo massimo dell’investimento (500.000*19%=95.000€).

[12] Decreto interministeriale, 25 Febbraio 2016.

[13] DL 172/2012 – Articolo 29 comma 4.

[14] L’importo massimo di risparmio d’imposta è ottenuto:

1.800.000*20% = 360.000€ à applicazione della percentuale di deduzione all’importo massimo dell’investimento;

360.000*27,5% (dal 2017 24%) =99.000€ à sull’importo massimo deducibile si applica l’aliquota IRES.

[15]  La deduzione nel Modello Unico SC 2016 nei righi da RS160 a RS16. Nella colonna 1 va indicato il codice fiscale della start up innovativa beneficiaria dell’investimento in caso di conferimento diretto, se invece l’investimento avviene per il tramite di OICR o altre società va indicato il codice fiscale dell’OICR o altra società che ha effettuato l’investimento. Viene poi richiesto di inserire l’ammontare dell’investimento e la percentuale di deduzione applicabile in base alla start up oggetto d’investimento.

[16] DM 25.2.2016 Ministero dell’Economia e delle finanze (G.U. 11.4.2016 n. 84).

[17] DM 25.2.2016 Ministero dell’Economia e delle finanze – Articolo 1.

[18]Gli organi devono investirete prevalentemente in start up innovative.

[19] DM 25.2.2016 Ministero dell’Economia e delle finanze – Articolo 2.

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