I campioni sono beni rientranti nell’attività d’impresa con la finalità di promuovere la vendita o favorire la scelta del materiale attraverso un’operazione di propaganda o per controlli di qualità del prodotto stesso.
La normativa Italiana si esprime nell’art. 2, comma 2, n. 4, del D.P.R. n. 633/72, le cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio costituiscono operazioni rilevanti ai fini Iva, con esclusione unica delle “cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati” che, ai sensi della lettera d) del successivo comma 3, non sono considerate cessioni di beni e, pertanto, sono escluse dal campo di applicazione dell’Iva. I requisiti per i quali ai campioni non vengano riconosciute come operazioni ai fini iva sono i seguenti:
I campioni non devono essere necessariamente beni di dimensioni o di valore inferiori ai beni commercializzati dall’impresa, ma possono essere anche degli esemplari di detti beni; ad esempio, come precisato dall’AdE R.M. 381445/80 sono stati considerati campioni gratuiti, e dunque esclusi dal campo di applicazione dell’Iva, i dischi e nastri registrati aventi la dicitura “campione gratuito” apposta rispettivamente in un angolo della busta del disco a mezzo di un timbro a perforazione, ovvero sull’involucro in plastica a mezzo di un timbro di inchiostro indelebile. Nella R.M. n. 360021/1980 è stata considerata fuori dal campo di applicazione dell’Iva la cessione gratuita di libri che recano in copertina, al posto del prezzo di vendita, annotata a stampa, la dizione “il presente volume è destinato signori insegnati in esame per eventuale adozione, quale campione gratuito”.
Si precisa che non viene posta nessuna limitazione alla detrazione dell’Iva sugli acquisti quindi, se vengono rispettati i requisiti sopra descritti, le cessioni si considerano fuori campo Iva anche se è stata operata la detrazione dell’imposta sui rispettivi acquisti.
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