Onere della prova nel caso di cessioni intra-comunitarie di beni dal 2020

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Secondo normativa comunitaria la cessione di beni a un cliente comunitario può essere fatturata come operazione non imponibile. L’onere della prova di consegna cioè la movimentazione dei beni dall’Italia ad altro Stato UE ricade sul cedente italiano pena il recupero dell’imposta sull’operazione. Dal 1° gennaio 2020 viene armonizzata la documentazione utile a fornire tale prova e tutti gli Stati membri dovranno utilizzare i medesimi elementi di prova ed è stata introdotta una sorta di check list dei documenti ritenuti validi giustificativi della consegna al cliente UE detti “Quick fixes”.

A partire dal 1° gennaio 2020 il regolamento di esecuzione (UE) 2018/1912 del consiglio del 4 dicembre 2018 introduce le presunzioni “refutabili ” che individuano le circostanze in cui i beni dovrebbero essere considerati spediti o trasportati dal territorio dello Stato membro di cessione.
Ai fini dell’applicazione delle esenzioni di cui all’articolo 138 della direttiva 2006/112/CE, si presume che i beni siano stati spediti o trasportati dal territorio di uno Stato membro verso una destinazione esterna al proprio territorio ma nella Comunità, in presenza della combinazione degli elementi di prova, distinti a seconda dei casi:
• quando il venditore cura il trasporto,
• quando è l’acquirente che ha trasportato o spedito i beni.

In particolare, sono accettati come elementi di prova della spedizione o del trasporto:

Gruppo A, INTRA prova cessione, documenti relativi al trasporto o alla spedizione dei beni:

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  • Un documento o una lettera CMR riportante la firma.
  • Una polizza di carico.
  • Una fattura di trasporto aereo.
  • Una fattura emessa dallo spedizioniere.

Gruppo B, INTRA prova cessione, documenti seguenti:

  • una polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione o il trasporto dei beni.
  • documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che confermino l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione.
  • una ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro.

Quando è il venditore che cura il trasporto si presume che i beni siano stati spediti o trasportati dal territorio di uno Stato membro verso una destinazione esterna al proprio territorio ma nella Comunità quando il venditore certifica che i beni sono stati spediti o trasportati da lui o da un terzo per suo conto. Inoltre:

  • il venditore è in possesso di almeno due degli elementi di prova non contraddittori di cui al gruppo a, rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente, o
  • il venditore è in possesso di uno qualsiasi dei singoli elementi di cui al gruppo a, in combinazione con uno qualsiasi dei singoli elementi di prova non contraddittori di cui al gruppo b, che confermano la spedizione o il trasporto rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente.

Quando è l’acquirente che cura il trasporto si presume che i beni siano stati spediti o trasportati dal territorio di uno Stato membro verso una destinazione esterna al proprio territorio ma nella Comunità quando il venditore è in possesso di:

  • una dichiarazione scritta dall’acquirente che certifica che i beni sono stati trasportati o spediti dall’acquirente, o da un terzo per conto dello stesso acquirente, e che identifica lo Stato membro di destinazione dei beni;
  • almeno due degli elementi di prova non contraddittori di cui al gruppo a, rilasciati da due diverse parti e che siano indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente, o
  • uno qualsiasi dei singoli elementi di cui al gruppo a, in combinazione con uno qualsiasi dei singoli elementi di prova non contraddittori di cui gruppo b, che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due parti indipendenti l’una dall’altra, dal venditore e dall’acquirente.

La dichiarazione scritta dell’acquirente deve essere fornita al venditore entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione. In tale dichiarazione scritta, l’acquirente certifica che i beni sono stati trasportati o spediti dall’acquirente, o da un terzo per conto dello stesso acquirente e identifica lo Stato membro di destinazione dei beni. Il contenuto richiesto è il seguente:

  • la data di rilascio;
  • il nome e l’indirizzo dell’acquirente;
  • la quantità e la natura dei beni;
  • la data e il luogo di arrivo dei beni;
  • nel caso di cessione di mezzi di trasporto, il numero di identificazione del mezzo di trasporto;
  • nonché l’identificazione della persona che accetta i beni per conto dell’acquirente.

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