Utilizzo autoveicolo privato M1 per trasporto merci aziendali

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L’utilizzo del veicolo privato per il trasporto delle merci la violazione che potrebbe essere applicata è l’articolo 82 del Codice della Strada poichè potrebbe rivelarsi un “uso” diverso dalla destinazione del veicolo stesso (riportata sulla carta di circolazione) e si concretizza solo ed esclusivamente se la violazione accertata non è già sanzionata da un’altra norma speciale. Il Codice della Strada definisce:

  • la destinazione del veicolo, come la sua utilizzazione in base alle caratteristiche tecniche;
  • l’uso del veicolo, come l’utilizzazione economica dello stesso e viene riferito solo ed esclusivamente sotto due profili:
    • l’Uso Proprio;
    • l’Uso di Terzi che comprende:
      • la locazione senza conducente;
      • il servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone;
      • il servizio di linea per trasporto di persone;
      • il servizio di trasporto di cose per conto di terzi;
      • il servizio di linea per trasporto di cose;
      • il servizio di piazza per trasporto di cose per conto di terzi.

Alcuni esempi di uso differente dalla destinazione del veicolo potrebbero essere:

  • un autocarro che trasporta nella cabina persone non addette al carico e scarico o all’uso della merce trasportata;
  • un autocarro classificato per uso proprio che effettua un trasporto per conto di terzi;
  • un autocarro che trasporta persone nel vano di carico della merce;
  • un rimorchio specifico per trasporto di attrezzature sportive e turistiche (T.A.T.S.) che carica oggetti diversi;
  • una macchina agricola che trasporta materiale diverso dai prodotti agricoli-forestali o attrezzi non connessi con l’attività agricola;

La normativa CE con l’abolizione dell’utilizzo promiscuo del veicolo è stata recepita in italia nel 1998 ed è quindi stata soppressa la categoria dei veicoli destinati ad uso “PROMISCUO”; infatti gli autoveicoli della categoria M1, per effetto della Direttiva n° 98/14/CE non potranno più essere classificati “per trasporto promiscuo”, in quanto tale categoria non è stata riconosciuta dalla normativa comunitaria. Il Ministero dei Trasporti con la circolare n.1927/FP3 del 14 dicembre 1999 ha ritenuto che in la categoria immatricolata per trasporto di persone M1, sia assorbita la categoria degli autoveicoli per trasporto promiscuo di cui all’articolo 54, comma 1° lettera “C” del Codice della Strada.

Al tempo stesso ha precisato che:

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  • i veicoli di categoria M1 (autoveicoli per trasporto di persone) possono essere utilizzati anche per effettuare trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi con l’obbligo, in quest’ultimo, dell’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori;
  • nel caso di veicoli della categoria internazionale M1 “autoveicoli per trasporto di persone” è ora legittimo e non più sanzionabile ai sensi dell’articolo 82 commi 8 e 10 del CdS, il trasporto di cose, purché nel rispetto delle modalità di cui all’art 164 del CdS.

Va inoltre aggiunto che alcune violazioni per l’uso e la destinazione diversi del veicolo possono concorrere anche con un illecito fiscale previsto e sanzionato dalla L. 27/1978 in quanto per alcuni veicoli la tassa di possesso è diversa proprio per la destinazione e l’uso del veicolo in riferimento al D.P.R. nr. 39/53.

Si precisa che:

  1. Sugli autocarri, oltre al conducente, può prendere posto solo ed esclusivamente personale addetto all’uso ed al trasporto della merce caricata;
  2. Il trasporto dell’amico, della fidanzata, del figlio da accompagnare a scuola, dell’utilizzo del veicolo per andare al ristorante, al mare o in discoteca risulta ingiustificabile e pertanto è soggetto alla contestazione dell’articolo 82 del Codice della Strada con sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 68,25 a € 275,10 e la sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi (fermo amministrativo);
  3. Il trasporto di cose per “Conto di Terzi” effettuato con un autocarro di massa complessiva a pieno carico fino a 6.000 kg e la cui carta di circolazione riporta trascritto “Uso Proprio, costituisce violazione al precetto di cui all’articolo 26 della Legge 298/74 per quanto riguarda l’obbligatorietà dell’iscrizione del proprietario del veicolo all’Albo provinciale degli autotrasportatori e dell’articolo 82 del Codice della Strada;
  4. L’ufficio dell’organo accertatore dovrà segnalare la contestazione di cui all’articolo 82 del Codice della Strada all’Agenzia Regionale delle Entrate, sia per quanto riguarda la riparametrazione della tassa di proprietà in merito alla violazione dell’uso e della destinazione del veicolo, quanto per il recupero dell’IVA scaricata nella denuncia dei redditi dal proprietario del veicolo, se lo ha acquistato per fini commerciali;
  5. L’ipotesi della violazione di cui all’articolo 2 del D.M. 25 marzo 1996 nr. 326 per quanto riguarda larimozione della protezione metallicacostituita da barre orizzontali distanti tra loro non più di 12 centimetri del vano di guida degli autocarri, NON costituisce la violazione dell’articolo 82 del Codice della Strada, bensì quella dell’articolo 78 perché non è stata modificata la destinazione del veicolo, ma le prescrizioni relative alle caratteristiche costruttive in sede di omologazione.
  6. L’articolo 12 del D.M. 22 maggio 1998 nr. 212 stabilisce che durante la guida di qualsiasi veicolo destinato al trasporto di cose per conto di terzi, i conducenti devono recare con sé documentazione idonea a dimostrare il titolo in base al quale prestano servizio presso l’impresa di trasporto.
    Pertanto, qualora il conducente risulti sprovvisto, a qualsiasi controllo su strada, di tale documentazione, l’ufficio dell’agente accertatore invita l’impresa a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento a fornire all’ufficio o comando competente per territorio cui l’agente appartiene, la prova del corretto rapporto che lo legava all’azienda, entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito. Trascorso inutilmente tale termine, l’impresa viene segnalata all’Ispettorato del Lavoro per le opportune verifiche e se risulta aver violato le disposizioni in materia di lavoro, viene segnalata al comitato provinciale per l’albo in cui l’impresa è iscritta per l’applicazione delle sanzioni disciplinari del caso.
  7. L’articolo 31 della Legge 298/74 stabilisce che, per quanto riguarda i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 6.000 kg classificati per “Uso Proprio”, i preposti alla guida ed alla scorta dei veicoli debbano essere il titolare della licenza al trasporto merci o un lavoratore dipendente della stessa impresa (se l’impresa è a conduzione familiare il veicolo può anche essere condotto da un familiare).

 

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