Vendita a distanza di beni tramite mercati virtuali: regole operative per gli anni 2019-2020

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Il c.d. “decreto crescita” ha introdotto dei nuovi adempimenti in capo ai soggetti passivi che facilitano, attraverso la messa a disposizione di mercati digitali, la vendita di beni a distanza. L’agenzia delle Entrate, con il provvedimento pubblicato il 31 luglio 2019 ha reso note le modalità operative inerenti alle nuove comunicazioni trimestrali.

Il Decreto Crescita ha ampliato gli obblighi per le vendite a distanza di tutti i beni importati e per le vendite a distanza effettuate all’interno dell’unione Europea per i soli anni 2019 e 2020 in quanto, dal 1° gennaio 2021, entrerà in vigore il recepimento della direttiva europea. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato il 31 Luglio 2019, ha fatto chiarezza sulle modalità ed i termini entro cui si dovrà adempiere ai nuovi obblighi per l’anno in corso e per tutto il 2020.

La nuova disciplina prevede che il soggetto passivo che facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza: di beni importati o di beni all’interno dell’Unione europea sia tenuto a trasmettere una serie di dati, entro il mese successivo a ciascun trimestre.

Riportiamo le definizioni principali utili a chiarire la portata del nuovo adempimento.

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per “soggetti passivi” si intendono i soggetti, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che facilitano le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica

per “fornitore” si intende la persona fisica o l’ente, residente o non residente nel territorio dello Stato, che, agendo nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni, effettua le vendite a distanza

il termine “facilita” designa l’uso di un’interfaccia elettronica che consenta a un acquirente e a un fornitore, che vende beni tramite l’interfaccia elettronica, di stabilire un contatto che dia luogo a una cessione di beni a tale acquirente tramite l’interfaccia elettronica

Sono ricompresi i casi in cui l’interfaccia elettronica partecipa direttamente o indirettamente:

  • alla determinazione delle condizioni generali in base alle quali è effettuata la cessione di beni;
  • alla riscossione presso l’acquirente del pagamento effettuato;
  • all’ordinazione o alla consegna dei beni.

Non si considera, invece, che l’operatore facilita la vendita quando lo stesso effettua unicamente una delle operazioni seguenti:

  • il trattamento dei pagamenti in relazione alla cessione di beni;
  • la catalogazione o la pubblicità di beni;
  • il re-indirizzamento o il trasferimento di acquirenti verso altre interfacce elettroniche in cui sono posti in vendita beni, senza ulteriori interventi nella cessione;

Per quanto riguarda invece le vendite a distanza di beni, vengono distinte le vendite a distanza: intercommunicate; da quelle di beni importati da territori terzi o Paesi terzi rispetto all’unione europea. Come già anticipato, sono tenuti a trasmettere i dati isoggetti passiviresidenti e non residenti nel territorio dello Stato.

Qualora il soggetto che ha messo a disposizione l’interfaccia elettronica sia un soggetto non residente, privo di stabile organizzazione in Italia, per adempiere agli obblighi relativi alla trasmissione dei dati, sarà necessario che lo stesso:

  • si identifichi direttamente, oppure proceda tramite un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato.

Per ciascun trimestre dell’anno solare, i soggetti passivi devono trasmettere all’Agenzia delle entrate i seguenti dati relativi a ciascun fornitore che ha effettuato almeno una vendita nel periodo di riferimento:

  • la denominazione o i dati anagrafici completi, inclusa la residenza o il domicilio, nonché l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  • il numero totale delle unità vendute in Italia;
  • per le unità vendute in Italia il soggetto passivo deve comunicare, a sua scelta:
    • l’ammontare totale dei prezzi di vendita o
    • il prezzo medio di vendita, espressi in Euro.

Inoltre, i soggetti passivi sono tenuti a conservare la documentazione relativa alle vendite di beni a distanza per un periodo di 10 anni e ad esporla su richiesta degli “organi dell’amministrazione finanziaria”.

I dati devono essere trasmessi in modalità telematica entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, a partire dal trimestre di entrata in vigore del “decreto crescita”. Secondo quanto previsto dal provvedimento dell’Amministrazione finanziaria, la prima trasmissione deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2019.

Originariamente il primo invio di dati avrebbe dovuto essere trasmesso nel mese di luglio 2019, tuttavia il rispettivo comma è stato abrogato in sede di conversione del decreto legge e all’interno del provvedimento dell’Agenzia delle Entrare del 31 luglio è stato espressamente chiarito che il nuovo prima termine è il 31 ottobre.

L’ultimo invio riguarderà i dati del quarto trimestre 2020 che, secondo quanto riportato nel provvedimento, dovranno essere inviati entro il 31 gennaio 2021.

La mancata trasmissione dei dati o la loro incompletezza determina che i soggetti passivi sono considerati debitori d’imposta per le vendite a distanza per le quali non hanno trasmesso, o hanno trasmesso in modo incompleto, i dati.

Qualora però, in caso di una mancata o incompleta trasmissione, il soggetto passivo riesca a dimostrare che l’imposta è stata assolta dal fornitore, il soggetto che ha messo a disposizione l’interfaccia elettronica non dovrà essere considerato debitore d’imposta. Nel caso invece di trasmissione dei dati incompleti il soggetto passivo non viene considerato debitore d’imposta se dimostra di avere adottato tutte le misure necessarie per la corretta rilevazione e individuazione dei dati presenti sulla piattaforma digitale.

Nel provvedimento del 31 Luglio si legge inoltre che, nel caso di errori o omissioni nella trasmissione dei dati, i soggetti passivi possono trasmettere una nuova comunicazione che sostituisce integralmente quella precedentemente inviata. L’ulteriore invio dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo a quello in cui è stata inviata la prima comunicazione e deve contenere l’indicazione del trimestre di riferimento.

La vendita a distanza, attraverso i mercati digitali, di apparecchi elettronici rappresenta un caso particolare rispetto alla disciplina generale che abbiamo appena descritto.

La particolarità risiede nel fatto che, originariamente, per mezzo del decreto semplificazioni[1], il legislatore si era rivolto esclusivamente alle vendite, attraverso l’usa di un’interfaccia elettronica di apparecchi elettronici, quali telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop di valore intrinseco inferiore a 150 euro. Tuttavia, la disciplina che era stata introdotta per questa tipologia di operazioni è stata rinviata al 2021 e i beni appena menzionati rientrano a far parte dell’adempimento, più generale, analizzato in questa scheda.

Entro il 31 Ottobre dovranno quindi essere inviati, gli stessi dati sopra analizzati, per le operazioni di vendita, attraverso mercati virtuali di apparecchi elettronici che siano effettuate dal 13 febbraio (data di entrata in vigore del decreto di conversione del decreto semplificazioni) al 30 Aprile (data di entrata in vigore del decreto crescita).

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