Pagare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

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Ogni trimestre si  deve pagare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli importi dovuti sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio.

Il decreto MEF 28 dicembre 2018 ha previsto che “Il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, l’Agenzia delle entrate rende noto l’ammontare dell’imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio di cui all’art. 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, riportando l’informazione all’interno dell’area riservata del soggetto passivo I.V.A. presente sul sito dell’Agenzia delle entrate. Il pagamento dell’imposta può essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate (…).”

La suddetta disposizione di pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche è valida per tutte quelle emesse dal 1° gennaio 2019.

Pertanto le scadenze saranno le seguenti:

periodo di riferimentotermine
I° trimestre 201923.04.2019 (20.04.2019 cade di sabato)
II° trimestre 201922.07.2019 (20.07.2019 cade di sabato)
III° trimestre 201921.10.2019 (20.10.2019 cade di domenica)
IV° trimestre 201920.01.2020

Ricapitolando, per quanto riguarda le fatture elettroniche emesse nel 2019 il DM del 28 dicembre 2018 prevede che:

  • l’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti è corrisposta con versamento tramite modalità esclusivamente telematiche;
  • il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo.

 

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Per poter agevolare il contribuente l’Agenzia delle Entrate deve rendere noto l’ammontare dell’imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio e riportare l’informazione all’interno delle aree riservate dei vari contribuenti IVA.

Il pagamento dell’imposta potrà essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su c/c bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate.

Come promesso l’Agenzia delle Entrate ha reso pubblico il conteggio dell’imposta di bollo che ogni contribuente, forfettari in prima linea, dovranno pagare sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2019.

Per conoscere l’importo esatto è necessario accedere nella propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle fatture elettroniche e cliccare “pagamento imposta di bollo”.

Successivamente si apre la seguente schermata

Pare opportuno sottolineare che nel caso in cui, nella predisposizione della fattura elettronica, non sia stato flaggato il campo “imposta di bollo assolta in modo virtuale” ma l’importo sia stato esclusivamente riportato tra le righe del corpo della fattura, il Sistema di Interscambio non sarà stato in grado di tener conto dell’imposta per quello specifico documento e quindi sarà necessario correggere l’ammontare calcolato automaticamente e comunicato dall’Agenzia.

Infine, dopo un riepilogo dei dati, vengono proposte le due alternative attraverso le quali è possibile procedere:

  • pagamento diretto dell’imposta di bollo attraverso addebito diretto sul conto corrente (se si è fornito il codice Iban),
  • elaborazione del modello F24.

Con la Risoluzione 42 del 10 aprile 2019 sono stati istituiti i codici tributi da inserire nell’F24 per l’imposta di bollo sulle fattureFermo restando che, come chiarito sopra, il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche può essere effettuato attraverso l’apposito servizio telematico reso disponibile nell’area riservata del soggetto passivo IVA, accessibile dal sito internet dell’Agenzia delle entrate, in alternativa, per consentirne il pagamento tramite i modelli “F24” e “F24 Enti pubblici” (F24 EP), i codici tributo sono i seguenti:

CODICEDENOMINAZIONE
2521Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014
2522Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014
2523Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014
2524Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014
2525Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – SANZIONI
2526 Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – INTERESSI

In sede di compilazione del modello “F24”, i codici tributo devono essere esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.

In sede di compilazione del modello “F24 Enti pubblici”, i codici tributo invece sono esposti esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, riportando nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO” i seguenti dati

  • nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);
  • nel campo “codice tributo/causale”, uno dei suddetti codici tributo
  • nel campo “riferimento A”, nessun valore;
  • nel campo “riferimento B”, l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.

Infine, si precisa che i codici tributo di seguito indicati, istituiti con le risoluzioni n. 106/E del 2 dicembre 2014 e n. 32/E del 23 marzo 2015, sono utilizzati per il versamento dell’imposta di bollo relativa ai documenti informatici diversi dalle fatture elettroniche, nonché alle fatture elettroniche emesse fino al 31 dicembre 2018 (entro il 30.04.2019):

CODICEDENOMINAZIONE
2501Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6 decreto 17 giugno 2014
2502Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – SANZIONI
2503Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – INTERESSI

 

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