Le nuove dichiarazioni d’intento 2017: cosa cambia?

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Cosa cambia dichiarazioni d'intento 2017
Cosa cambia dichiarazioni d'intento 2017

Gli esportatori abituali che intendono effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’IVA, nel limite del plafond disponibile, devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento che rilascerà apposita ricevuta di avvenuta trasmissione. Successivamente l’esportatore deve consegnare ai propri fornitori o in dogana, prima dell’effettuazione delle operazioni in sospensione d’imposta, le dichiarazioni d’intento con le relative ricevute dell’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda che sono esportatori abituali coloro che, nell’anno solare precedente o negli ultimi 12 mesi, hanno registrato esportazioni, o altre operazioni assimilate, per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari conseguito nello stesso periodo.

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Il fornitore potrà emettere fattura in regime di non imponibilità solo dopo aver acquisto dall’esportatore la dichiarazione d’intento e la ricevuta di avvenuta presentazione, e dopo aver riscontrato  in via telematica che l’esportatore ha adempiuto al proprio obbligo comunicativo nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. In caso contrario essi sono soggetti alla sanzione dal 100 al 200% dell’imposta non applicata.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 02.12.16 ha introdotto un nuovo modello di dichiarazione d’intento, che dovrà essere utilizzato dagli esportatori abituali a decorrere dagli acquisti effettuati dal 1° marzo 2017.

Recentemente, inoltre, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Risoluzione n. 120/E del 22.12.2016 per fornire alcuni chiarimenti in relazione al passaggio dal vecchio al nuovo modello.

 

Ecco alcune domande con relative risposte

  1. Quali sono le novità in vigore dal 1° marzo per la dichiarazione d’intento?
  2. Qual è la struttura del nuovo modello DI?
  3. Se in una dichiarazione d’intento presentata con il vecchio modello, entro il 28.2, indica come periodo di validità 1.1-31.12.2017, è necessario presentare poi il nuovo modello DI?
  4. Se in una dichiarazione d’intento presentata con il vecchio modello alla fine del 2016, o nei primi mesi del 2017, è stato compilato il campo 1 o 2, è necessario ripresentarla con il nuovo modello DI?
  5. Se nel corso dell’anno l’esportatore abituale intende acquistare senza Iva per un importo superiore all’ammontare indicato nella dichiarazione d’intento, dovrà presentare un altro modello?
  6. Nel modello di dichiarazione d’intento inviato a ciascun fornitore, si deve indicare l’intero ammontare del plafond disponibile o solo quello parziale per cui si intende chiedere l’acquisto senza Iva?
  7. Quando deve essere utilizzato il nuovo modello?
  8. Se l’esportatore vuole aumentare l’ammontare del plafond disponibile già indicato in una dichiarazione d’intento, deve produrre un’altra dichiarazione d’intento?
  9. Qual è la sanzione prevista per acquisti ed importazioni senza Iva per un ammontare superiore al plafond disponibile?

 

1. Quali sono le novità in vigore dal 1° marzo per la dichiarazione d’intento?

Con il Provvedimento del 2.12.2016 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di dichiarazioni d’intento (DI) e le relative istruzioni, che sostituiscono quello approvato con Provvedimento del 12 dicembre 2014, e modificato con Provvedimento dell’11 febbraio 2015. La novità più importante consiste nell’eliminazione della possibilità di indicare il periodo di validità della dichiarazione d’intento.

Tale modifica comporta che nella dichiarazione d’intento deve ora essere necessariamente indicato un importo corrispondente all’ammontare del plafond spendibile (riferito ad una o più operazioni), mentre ciò non avveniva nel modello precedente, nell’ambito del quale l’esportatore abituale poteva limitarsi ad indicare un determinato periodo di tempo durante il quale intendeva effettuare acquisti o importazioni in sospensione d’imposta.

Come ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nel provvedimento stesso, le modifiche attuate non hanno comportato alcuna variazione alla possibilità per gli esportatori abituali di effettuare operazioni di acquisto senza applicazione dell’Iva, ma permettono un più puntuale monitoraggio ed una migliore analisi del rischio delle operazioni, anche al fine di contrastare fenomeni evasivi e fraudolenti connessi all’uso improprio di tale regime agevolativo.

Il nuovo modello dovrà essere utilizzato a partire dalle operazioni di acquisto effettuate dal 1° marzo 2017.

2. Qual è la struttura del nuovo modello DI?

La struttura del nuovo mod. DI non ha subito modifiche rispetto a quello attualmente utilizzato, che si compone quindi delle seguenti Sezioni:

  • dati del dichiarante;
  • dati relativi al rappresentante firmatario della dichiarazione;
  • recapiti;
  • integrativa;
  • dichiarazione;
  • destinatario della dichiarazione;
  • firma;
  • quadro A – Plafond, costituito dalle sottosezioni “Tipo”, “Operazioni che concorrono alla formazione del plafond” e “Impegno alla presentazione telematica”.

Rispetto al vecchio modello, nella sezione “Dichiarazione” è stato eliminata la possibilità di indicare il periodo di validità della dichiarazione d’intento. Questo comporta che per gli acquisti effettuati dall’1.3.2017, la dichiarazione d’intento può quindi essere rilasciata soltanto:

  • per una operazione o più operazioni;
  • nel limite dell’importo specificato a campo 1 o 2.
Cosa cambia dichiarazioni d'intento 2017
Cosa cambia dichiarazioni d’intento 2017

 

 

3. Se in una dichiarazione d’intento presentata con il vecchio modello entro il 28.2, si indica come periodo di validità 1.1-31.12.2017, è necessario presentare poi il nuovo modello DI?

, con la Risoluzione 120/E del 22.12.2016 l’Agenzia delle Entrate ha specificato che, se viene rilasciata una dichiarazione d’intento utilizzando il vecchio modello, e indicando come periodo di validità ad esempio: 1.1.2017 – 31.12.2017, essa perderà l’efficacia per le operazioni di acquisto da effettuare dall’1.3.2017.

Per tali operazioni dovrà essere presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello, nel quale compilare il campo 1 o il campo 2.

4. Se in una dichiarazione d’intento presentata con il vecchio modello alla fine del 2016, o nei primi mesi del 2017, è stato compilato il campo 1 o 2, è necessario ripresentarla con il nuovo modello DI?

No, se nel vecchio modello vengano compilati il campo 1 (una sola operazione per un importo fino ad euro) o il campo 2 (operazioni fino a concorrenza di euro), la dichiarazione avrà efficacia fino a concorrenza dell’importo riportato in tale campo, rispettivamente per la sola o per le più operazioni di acquisto effettuate anche dopo il 1° marzo 2017. In tali casi, quindi, non sarà necessario ripetere l’adempimento. A tal riguardo l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 120/E/2016 ha specificato che deve essere riservata particolare attenzione alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza IVA dal soggetto che riceve la dichiarazione, che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione d’intento.

5. Se nel corso dell’anno l’esportatore abituale intende acquistare senza iva per un importo superiore all’ammontare indicato nella dichiarazione d’intento, dovrà presentare un altro modello?

Sì, dovrà presentare un altro modello ad integrazione di quello precedente, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale intende continuare ad effettuare acquisti senza Iva.

6. Nel modello di dichiarazione d’intento inviato a ciascun fornitore, si deve indicare l’intero ammontare del plafond disponibile o solo quello parziale per cui si intende chiedere l’acquisto senza Iva?

Si può indicare nel campo 2 un valore presunto pari alla quota parte del plafond che si stima venga utilizzato nel corso dell’anno nei confronti di quel determinato fornitore o all’importazione. Tale orientamento è stato espresso dall’Agenzia delle Entrate in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata alla Commissione finanze della Camera in data 25.01.2017.

Tale orientamento, tra l’altro, è in linea con quanto già espresso dall’Agenzia delle entrate con la Risoluzione 38/E/2015.

Nella Circolare n. 5 del 22.02.2017 Assonime afferma che sia possibile indicare, in ciascuna dichiarazione d’intento inviata a ciascun fornitore, l’ammontare massimo del plafond disponibile. In tal caso l’esportatore è tenuto a verificare puntualmente che tale ammontare massimo di acquisti in sospensione d’imposta non venga superato, pena l’applicazione delle sanzioni previste per il superamento del plafond.

7. Quando deve essere utilizzato il nuovo modello?

Il nuovo modello deve essere utilizzato per le dichiarazioni d’intento relative alle operazioni di acquisti da effettuare a partire dal 1° marzo 2017. Quindi, per le operazioni da effettuare sino al 28.02.2017 deve essere utilizzata la precedente versione.

Nella risoluzione 120/E/2016 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la dichiarazione d’intento presentata con il vecchio modello, in cui  sono compilati i campi (ormai eliminati) 3 e 4, non è valida per le operazioni effettuate a decorrere dal 1° marzo 2017. Per tali operazioni dovrà essere quindi presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello.

Al contrario restano valide, in relazione ad operazioni effettuate dal 1° marzo 2017, le dichiarazioni presentate con il vecchio modello nelle quali è stato compilato il campo 1 (“una sola operazione per un importo fino ad euro…”) o il campo 2 (“operazioni fino a concorrenza di euro…”) dato che si tratta di campi presenti anche nel nuovo modello: la dichiarazione ha quindi validità, fino a concorrenza dell’importo indicato, anche, rispettivamente, per la sola operazione o per le più operazioni di acquisto effettuate dopo il 1° marzo 2017. Pertanto, in tali casi, non dovrà essere presentata una nuova dichiarazione d’intento con il nuovo modello.

 

8. Se l’esportatore vuole aumentare l’ammontare del plafond disponibile già indicato in una dichiarazione d’intento, deve produrre un’altra dichiarazione d’intento?

Sì. Nella Risoluzione 120/E/2016 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se l’esportatore vuole aumentare l’ammontare del plafond disponibile già indicato in una dichiarazione d’intento, egli è tenuto a produrre una nuova dichiarazione, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la possibilità di acquistare senza Iva. Questo orientamento era già stato espresso con la precedente Circolare 41/E del 26.09.2005 in cui però l’Agenzia aveva anche chiarito che l’invio di una nuova dichiarazione d’intento non è necessaria se l’esportatore intende rettificare in diminuzione il plafond disponibile già comunicato, o revocare la dichiarazione inviata.

9. Qual è la sanzione prevista per acquisti ed importazioni senza iva per un ammontare superiore al plafond disponibile?

La sanzione grava unicamente sull’esportatore abituale, e va dal 100 al 200% dell’imposta non versata ai sensi dell’art. 7 comma 4 D.lgs. 471/1997. La sanzione non si applica se il soggetto si ravvede spontaneamente.

Con la Risoluzione 16/E/2017 l’Agenzia delle Entrate ha confermato che è possibile avvalersi di tre diverse modalità di regolarizzazione:

  • l’esportatore abituale deve invitare i propri fornitori ad emettere nei suoi confronti, in relazione alle operazioni da regolarizzare, note di addebito indicanti l’imposta non addebitata nelle fatture originarie (art. 26 primo comma DPR 633/72);
  • l’esportatore abituale deve emettere autofattura e versare l’imposta non applicata in fattura, oltre agli interessi e alle relative sanzioni (art. 26 DPR 633/72);
  • l’esportatore abituale effettua la regolarizzazione in sede di liquidazione periodica, facendo confluire l’imposta dovuta a seguito di regolarizzazione nel calcolo dell’Iva dovuta o dell’eccedenza di credito emergente dalla liquidazione.

Nella Risoluzione 16/E/2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’autofattura- negli ultimi due casi sopra riportati- può essere presentata all’ufficio competente anche in un momento successivo all’esercizio della detrazione, purché entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è effettuata la regolarizzazione.

 

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