Detrazione IRPEF studenti fuori sede

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L’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 19 del 2 ottobre 2018 ha chiarito che non si ha diritto alla detrazione per i canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede, anche alle condizioni più favorevoli previste dall’ultima legge di bilancio, quando il Comune di residenza dello studente non rientra tra quelli montani e non può essere considerato “disagiato”. Infatti, per  l’applicazione della detrazione, la valutazione deve essere effettuata sulla base di criteri certi, riferibili al Comune di residenza e non a quello in cui c’è la sede dell’ateneo.

Chiarimenti per la detrazione Irpef studenti fuori sede
PremessaIl D.L. 148/2017 e successivamente la legge di bilancio 2018 hanno introdotto importanti novità in merito alla detrazione per spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede disciplinata dalla lettera i-sexies), comma 1, art. 15, Tuir.

In particolare, la citata lettera i-sexies) è stata prima modificata ad opera del D.L. n. 148/2017 e successivamente ripristinata nella versione “originaria” con la Legge di bilancio 2018. Quest’ultima ha disposto inoltre l’introduzione della nuova lettera i-sexies.01) con la quale è stata disposta l’estensione della detrazione, limitatamente ai periodi di imposta 2017 e 2018, anche ai casi in cui:

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¨        l’università sia ubicata in un Comune distante da quello di residenza almeno 50 km per gli studenti residenti in zone montane o svantaggiate;

¨        il Comune di residenza dello studente sia appartenente alla medesima Provincia del Comune ove è ubicata l’università.

 

Ubicazione dell’Università  

 

In relazione alle spese sostenute nel 2017 e 2018, per fruire della detrazione è richiesto che l’università sia ubicata in un Comune diverso da quello di provenienza dello studente distante almeno:

¨        100 km (caso generale) o

¨        50 km, per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.

 

Resta fermo che l’università può essere ubicata anche all’estero: in tal caso, la detraibilità dei canoni di locazione si ritiene comunque subordinata ai medesimi requisiti della distanza.

Inoltre, si ricorda che l’unità immobiliare presa in affitto deve essere situata nello stesso Comune in cui ha sede l’università oppure in un Comune limitrofo.

La Legge di Bilancio 2018, con l’introduzione della nuova lettera i-sexies 01), all’art. 15, comma 1, TUIR, limitatamente al 2017 e 2018, ha soppresso il requisito della Provincia diversa.

Accedono alla detrazione per il 2017 e 2018 quindi anche gli studenti universitari residenti in un Comune appartenente alla stessa Provincia del Comune ove è ubicata l’università, fermi restando i requisiti della distanza (100 km nel caso generale o 50 km per studenti residenti in zone montane o svantaggiate).

Per il 2019 la detrazione in oggetto spetta secondo le regole “a regime” di cui alla lettera i-sexies), art. 15, comma 1, TUIR, ovvero agli studenti iscritti a un corso di laurea presso una università ubicata in un Comune distante da quello di residenza almeno 100 km, e comunque, in una Provincia diversa.

Resta sempre fermo, inoltre, che l’unità immobiliare presa in affitto deve essere situata nello stesso Comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi.

 

Calcolo della distanza chilometrica 

 

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 34/2008, ai fini della verifica del requisito della distanza, è possibile fare riferimento alla distanza chilometrica più breve tra il Comune di residenza e quello di ubicazione dell’università, calcolata in base ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti (ferroviaria, stradale).

La Circolare n. 7/2017 ha precisato che qualora nel Comune di residenza dello studente non sia presente una linea ferroviaria, per verificare il percorso “più breve” si può considerare il collegamento stradale o anche il collegamento “misto” (stradale e ferroviario).

L’Agenzia precisa infatti che se la linea ferroviaria non collega direttamente il Comune di residenza dello studente e quello dell’Università, la distanza tra i due Comuni può essere misurata sommando il percorso ferroviario e quello stradale, considerando per entrambi quello più breve.

In assenza di specifiche istruzioni o chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate si ritiene che la distanza vada valutata facendo riferimento al tratto che intercorre tra l’indirizzo di residenza dello studente e l’indirizzo della sede universitaria.

Interpello n. 19 del 2.10.2018

 

Recentemente con la Risposta 2.10.2018, n. 19 l’Agenzia delle Entrate, a seguito di uno specifico quesito, ha parzialmente risolto la questione riguardante la definizione delle norme di riferimento per individuare le zone montane o disagiate.

A proporre l’interpello è un contribuente, la cui figlia, residente a Novara, è iscritta all’università di Pavia. La ragazza, fin dall’inizio del corso di studi, ha deciso di non viaggiare come pendolare, poiché la sede universitaria può essere raggiunta da Novara con il treno solo tramite Milano o Mortara, in un’ora e quaranta minuti. A tal proposito, il contribuente sottolinea che il Comune di Novara:

¨        pur essendo ben collegato alle sedi universitarie di Torino e Milano, non lo è rispetto a Pavia;

¨        dovrebbe essere considerato “disagiato” solo rispetto a quest’ultima, perché le altre sedi rientrerebbero comunque nel requisito dei 100 km previsto dalla norma.

Fatta questa premessa, l’interpellante chiede se, alla luce delle modifiche che hanno interessato l’agevolazione, è possibile usufruire della detrazione relativa ai canoni di locazione per studenti universitari fuori sede.

L’istante ritiene che dovrebbe essere consentito l’accesso al bonus se il beneficiario è in possesso della documentazione da cui risulta l’effettivo disagio nel raggiungere la sede universitaria. In alternativa, si potrebbe considerare, oltre al parametro della distanza in chilometri, anche quello del tempo percorso per raggiungere la sede di studio.

Secondo l’Agenzia, la circostanza della zona montana o disagiata non ricorre nel caso in questione poiché il Comune di Novara:

¨        non rientra tra quelli montani (cfr allegato alla circolare min. Finanze n. 9 del 14 giugno 1993)

¨        non può essere considerato ubicato in una zona “disagiata”, in quanto risultano percorribili diverse vie di comunicazione, tra le quali quelle ferroviarie e stradali, che lo collegano ad altri Comuni.

La norma in esame, per la valutazione del “disagio”, non fa riferimento al Comune in cui è situata la sede dell’università, ma al Comune di residenza dello studente. La situazione di “disagio”, inoltre, deve essere valutata sulla base di criteri oggettivi. Pertanto, conclude l’Agenzia, nell’ipotesi descritta dal contribuente non ricorrono le più favorevoli condizioni previste dalla ricordata modifica normativa. Di conseguenza, la detrazione non spetta.

 

Schemi contrattuali previsti

 

Sono ammessi in detrazione i canoni corrisposti da studenti che frequentano università italiane in dipendenza di:

¨        contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431 del 1998, e cioè qualsiasi contratto registrato relativo a un’unità immobiliare destinata a uso abitativo. Sono detraibili, quindi, anche i canoni corrisposti in relazione a contratti a uso transitorio o quelli relativi a un posto letto singolo redatti in conformità alla legge senza che sia necessaria la stipula di un contratto specifico per studenti;

¨        i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

CASO PARTICOLARE
SublocazioneIl beneficio fiscale non può essere esteso alle ipotesi del “subcontratto” in quanto non contemplato tra gli schemi contrattuali indicati nell’art. 15, comma 1, lett. i-sexies), del TUIR. In assenza di tale previsione, poiché la norma non è suscettibile di interpretazione estensiva, la detrazione in argomento non è fruibile per i contratti di sublocazione (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.3).
Limiti di detraibilità  

 

La detrazione è calcolata su un ammontare massimo dei canoni pagati in ciascun periodo di imposta pari a euro 2.633. Inoltre:

¨        la detrazione non spetta per il deposito cauzionale, le spese condominiali e/o di riscaldamento comprese nel canone di locazione e per i costi di intermediazione;

¨        le spese sostenute per il contratto di ospitalità sono ammesse in detrazione, nei limiti indicati dalla norma, anche se il servizio include, senza prevedere per esse uno specifico corrispettivo, prestazioni come la pulizia della camera e i pasti;

¨        le spese non risultano detraibili, al pari di altre eventuali spese diverse da quelle di ospitalità o dai canoni locazione, se autonomamente addebitate dall’istituto;

¨        nel caso in cui il contratto di locazione sia cointestato a più soggetti, il canone è attribuito pro quota a ciascun intestatario del contratto a prescindere dal fatto che i conduttori abbiano o meno i requisiti per beneficiare della detrazione. Quest’ultima, tuttavia, spetta solo ai conduttori che hanno i requisiti richiesti dalla norma ed è calcolata da ciascuno di essi nel limite massimo di spesa di euro 2.633;

¨        qualora i canoni siano pagati non dallo studente, ma da un familiare di cui lo studente risulti fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12, comma 2, del TUIR, la detrazione compete al familiare entro i limiti sopra esposti;

¨       se i genitori hanno a carico due figli universitari titolari di due distinti contratti di locazione ciascun genitore può fruire della detrazione su di un importo massimo non superiore a euro 2.633 (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta n. 5.10).

CASO PARTICOLARE
Detrazione eccedente l’imposta lordaLa detrazione relativa ai contratti di locazione per studenti universitari eccedente l’imposta lorda non può essere recuperata. Al riguardo, infatti, il testo del DM 11 febbraio 2008, che disciplina le modalità con cui recuperare la detrazione eccedente l’imposta lorda, non può essere esteso anche alla detrazione in esame poiché tale decreto si applica soltanto alle detrazioni per i canoni derivanti dai contratti di locazione dell’abitazione principale di cui all’art. 16 del TUIR o alla specifica detrazione per conduttori di alloggi sociali.
DocumentazionePer documentare il sostenimento della spesa è necessario conservare:

¨        copia contratto di locazione registrato, stipulato ai sensi della legge n. 431 del 1998 o contratto di ospitalità o assegnazione in godimento;

¨        quietanze di pagamento;

¨        autocertificazione con la quale si attesta di essere studente universitario e di rispettare i requisiti previsti dalla legge.

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