Start-up e Business Angel cosa sono?

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I Business Anegels investono capitale di rischio e portano all’interno della start up nuove conoscenze e competenze creando stimoli, ulteriori, per l’innovazione.

“Sulla base di una definizione condivisa dai più, il private equity viene inteso come l’apporto istituzionale di capitale di rischio effettuato con l’obiettivo di creare valore in un determinato arco di tempo, con lo scopo finale di cedere le quote di capitale e realizzare un capital gain. Pertanto il private equity coincide con il concetto di investimento istituzionale nel capitale di rischio nella sua globalità; questo viene poi distinto, in funzione della tipologia di operatore che pone in essere il finanziamento, tra venture capital e buy out”.[1]

I Business Angels fanno parte del venture capital[2], per l’esattezza nella forma di infrormal venture capital, sono investitori che investono anche nei negli stadi di seed e pre-seed, a differenza del Venture Capital, per questo sono definiti “informal venture capital”[3]. Secondo la definizione offerta dall’IBAN[4], i Business Angels “sono ex titolari di impresa, manager in attività o in pensione, che dispongono di mezzi finanziari (anche limitati), di una buona rete di conoscenze, di una solida capacità gestionale e di un buon bagaglio di esperienze”[5].

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Il Business Angel, normalmente, soddisfa il fabbisogno finanziario delle imprese nelle prime fasi di vita; investono denaro in cambio di una partecipazione al capitale sociale e, differentemente dagli istituti finanziari, partecipano attivamente alla gestione dell’impresa. Inoltre i business Angels colmano il fabbisogno di competenze, che caratterizza le imprese nella fase di Early Stage.

I dati pubblicati dall’IBAN portano alla luce gli investimenti effettuati dai Business Angels nei quali emerge che le operazioni condotte nel 2014 si siano ridotte rispetto al 2013 ma l’investimento medio risulta molto superiore: 315mila euro, per un totale di 46 milioni di Euro aumentando di un 45% rispetto al 2013, 98 mila euro di media ad operazione, e se lo confrontiamo al 2012 dove erano solo 33 Milioni di euro si può notare un netto aumento anche se il quantitativo di operazioni è nettamente inferiore; si può concludere che i Business Angels sono diventati più selettivi nei loro investimenti per renderli maggiormente fruttiferi. Le imprese target sono principalmente operanti in settori innovativi quali ICT[6] , la durata dell’investimento di media è 4 anni e garantita da una partecipazione di minoranza con un rendimento medio del 33%.

Oltre i Business Angels si nota il diffondersi di network composti da molteplici investitori, i cosiddetti BAN. Disposti in organizzazioni riescono ad essere più efficienti nella selezione dei progetti ritenuti più remunerativi-innovativi favorendo un migliore collegamento tra i Business Angels e imprenditori che ricercano finanziamenti e competenze manageriali. In Italia l’associazione più importante è l’IBAN, nata nel 1999, la quale favorisce scambio di informazioni ed opportunità tra i vari Business Angels.

A differenza degli Stati Uniti in cui l’attività di Angel Investing è particolarmente rilevante, in Italia il suo sviluppo è ancora limitato, anche se negli ultimi anni ci sono stati innumerevoli segni di crescita.

É plausibile aspettarsi un ulteriore incremento del mercato informale degli investimenti in capitale di rischio, grazie alla crescita di esperienza e professionalizzazione di tutti quegli investitori che si stanno negli ultimi anni affacciando a questo mercato[7].

[1] Gualandri E. e Venturelli V., Nasce l’impresa, Business Angels: investitori a valore aggiunto, Confindustria Modena, dicembre 2011, pagina 10.

[2]Il venture capital finanzia imprese di recente costituzione o da costituire, acquisendo partecipazioni significative per cederle dopo un certo tempo (3-5 anni) nell’intento di realizzare un elevato rendimento in termini di capital gain”. Professor Alberto Onetti – lezione di finanza e innovazione.

[3] Gualandri E. e Venturelli V., Nasce l’impresa, Business Angels: investitori a valore aggiunto, Confindustria Modena, dicembre 2011, pagina 10.

[4] Italian Business Angels Network, Associazione italiana investitori informali in capitale di rischio.

[5] Chi sono i Business Angels?, IBAN, Italian Business Angels Network.

[6] Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione in inglese Information and Communications Technology, ICT.

[7] Gualandri E. e Venturelli V., Nasce l’impresa, Business Angels: investitori a valore aggiunto, Confindustria Modena, dicembre 2011, pagina 24.

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