La nuova disciplina dei “compro oro”

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Considerata la rapida ed ampia diffusione del fenomeno dei “compro oro” su tutto il territorio nazionale, e l’assenza di una regolamentazione specifica, il legislatore ha emanato il Decreto legislativo 92/2017, in attuazione del criterio di delega di cui all’art. 15 comma 2 lett. l) della L. 170/2016 (legge di delegazione europea).

Con questo decreto vengono definiti gli obblighi cui gli operatori compro oro devono attenersi al fine di garantire la piena tracciabilità della compravendita e permuta degli oggetti preziosi.

Oltre al problema delle numerose transazioni commerciali in contanti, senza emissione di alcuna ricevuta fiscale, o altra forma di tracciatura, il fenomeno dei compro oro – prima del recente intervento – era soggetto all’infiltrazione di organizzazioni criminali che utilizzavano tale attività di compro oro per riciclare proventi illeciti.

 

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LA NUOVA DISCIPLINA DEI “COMPRO ORO”
DEFINIZIONI

 

L’articolo 1 del decreto detta le seguenti definizioni:
ATTIVITA’ DI COMPRO OROl’attività commerciale consistente nel compimento di operazioni di compro oro, esercitata in  via  esclusiva ovvero in via secondaria rispetto all’attività prevalente
CLIENTEil privato che, anche sotto forma di permuta,  acquista o cede oggetti preziosi usati  ovvero  l’operatore  professionale  in

oro, di cui alla legge 17 gennaio 2000, n. 7, cui i medesimi  oggetti sono ceduti

DATI IDENTIFICATIVI DEL CLIENTEil nome e il cognome, il  luogo e la data di nascita, la residenza anagrafica  e  il  domicilio,  ove diverso dalla residenza, gli estremi del documento di identificazione e, ove assegnato, il codice fiscale o, nel caso di  soggetti  diversi da persona fisica, la denominazione, la sede legale e, ove assegnato, il codice fiscale
DENARO CONTANTEle banconote e le monete metalliche, in euro  o in valute estere, aventi corso legale
METALLI PREZIOSIi metalli definiti dall’articolo 1,  comma  1, del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 251
MEZZI DI PAGAMENTOil denaro contante, gli  assegni  bancari  e

postali,  gli  assegni  circolari  e  gli  altri   assegni   a   essi assimilabili  o  equiparabili,  i  vaglia  postali,  gli  ordini   di accreditamento o di pagamento, le carte di credito e le  altre  carte di pagamento, le polizze assicurative  trasferibili,  le  polizze  di pegno  e  ogni  altro  strumento  a  disposizione  che  permetta   di trasferire, movimentare o acquisire, anche per via telematica, fondi, valori o disponibilità finanziarie

OGGETTO PREZIOSO USATOun oggetto in oro  o  in  altri  metalli preziosi nella forma del prodotto finito  o  di  gioielleria,  ovvero nella  forma  di  rottame,  cascame  o  avanzi  di  oro  e  materiale gemmologico
OPERATORE COMPRO OROil soggetto, anche diverso  dall’operatore professionale in oro di cui alla legge 17 gennaio  2000,  n.  7,  che esercita l’attività di compro oro, previa  iscrizione  nel  registro degli operatori compro oro
OPERAZIONE DI COMPRO OROla compravendita,  all’ingrosso  o  al dettaglio ovvero la permuta di oggetti preziosi usati
OPERAZIONE FRAZIONATAun’operazione unitaria sotto  il  profilo del valore economico, di importo pari o superiore ai limiti stabiliti dal presente decreto, posta in  essere  attraverso  più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti  limiti,  effettuate  in  momenti diversi ed in un circoscritto  periodo  di  tempo  fissato  in  sette giorni, ferma  restando  la  sussistenza  dell’operazione  frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale
REGISTRO DEGLI OPERATORI COMPRO OROil  registro  pubblico informatizzato, istituito presso l’OAM, in cui gli  operatori  compro oro  sono  tenuti  ad  iscriversi,  al  fine  del  lecito   esercizio dell’attività di compro oro
REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMPRO OROL’art. 3 del decreto introduce il Registro degli operatori compro oro – tenuto e gestito dall’OAM (Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi), al fine dell’esercizio in via professionale dell’attività. Entro il 5 ottobre 2017 l’OAM avvierà la gestione del Registro.

Per poter iscriversi, e quindi esercitare l’attività di compro oro, è necessario essere in possesso della licenza di Pubblica Sicurezza (PS), prevista dall’art. 127 del regio decreto n. 772/1931, richiesta al Questore che la rilascia previa verifica del possesso dei requisiti stabiliti dalla legge.

Per iscriversi occorre inviare in formato elettronico un’apposita istanza contenente i seguenti dati relativi all’operatore compro oro:

¨        nome, cognome, denominazione sociale;

¨        nominativo del responsabile legale o preposto;

¨        codice fiscale;

¨        indirizzo ovvero sede legale (o sede operativa), completo di città e relativo codice di avviamento postale;

¨        estremi della licenza di Pubblica Sicurezza;

allegando copia del documento d’identità, nonché l’attestazione – rilasciata dalla questura- che comprova il possesso e la perdurante validità della licenza di Pubblica Sicurezza.

Una volta verificata la documentazione l’OAM disporrà l’iscrizione nel registro dell’operatore, assegnandogli un codice identificativo unico.

Gli operatori compro oro sono tenuti a comunicare all’OAM ogni variazione dei dati comunicati, intervenuta successivamente all’iscrizione. E’ considerata tempestiva la comunicazione effettuata entro 10 giorni dalla variazione.

Le modalità tecniche per l’invio dei dati e per l’alimentazione del registro saranno definite con un decreto del Mef, da emanarsi entro il 5 ottobre 2017 (entro 3 mesi dall’entrata in vigore del D.lgs. 92/2017), con cui sarà garantito:

¨        l’annotazione tempestiva dei dati comunicati dagli interessati e i relativi aggiornamenti;

¨        l’efficacia e la standardizzazione dei processi di iscrizione e relativo rinnovo;

¨        chiarezza, completezza, accessibilità dei dati contenuti nel Registro;

¨        il rispetto delle norme in materia di Privacy nonché il trattamento dei medesimi unicamente per le finalità di cui al D.Lgs. n. 92/2017;

¨        le modalità d’interfaccia tra la sottosezione ad accesso riservato del registro e gli altri elenchi o registri tenuti dall’OAM;

¨        l’entità e i criteri di determinazione del contributo, dovuto dagli iscritti, a copertura integrale dei costi di istituzione, sviluppo e gestione del registro, nonché le modalità e i termini entro cui provvedere al relativo versamento.

Il mancato versamento dei contributi dovuti all’OAM costituirà causa ostativa all’iscrizione nel registro o alla permanenza nello stesso da parte dell’operatore.

Gli obblighi finora descritti si applicano anche agli operatori professionali in oro, diversi dalle banche, che esercitano l’attività di commercio di oro, in proprio/per conto terzi, in via professionale, previa comunicazione alla Banca d’Italia ai sensi dell’art. 1, comma 3, Legge n. 7/2000, che svolgano/ intendano svolgere l’attività di “compro oro”.

OBBLIGHI PER GLI OPERATORI COMPRO OROIl D.lgs. 92/2017 fissa determinati obblighi in capo agli operatori compro oro:
IDENTIFICAZIONE DELLA CLIENTELAGli operatori compro oro, prima di eseguire l’operazione, devono identificare il cliente, secondo le modalità previste dal decreto antiriciclaggio (D.lgs. 231/2007)
LIMITE USO CONTANTEPer le operazioni di importo pari o superiore a 500 Euro è necessario utilizzare esclusivamente mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, che garantiscano la tracciabilità dell’operazione e la sua univoca riconducibilità al disponente. L’obbligo in questo caso sussiste indipendentemente dal fatto che l’acquisto o vendita dell’oggetto prezioso sia effettuato in un’unica operazione, o con più operazioni frazionate
TRACCIABILITA’Gli operatori di compro oro sono obbligati all’utilizzo di un conto corrente (bancario o postale) dedicato esclusivamente all’attività di compro oro.

Per ogni operazione eseguita gli operatori devono predisporre una scheda (numerata progressivamente) i cui indicare:

¨     i dati identificativi del cliente,

¨     gli estremi della transazione effettuata con mezzi diversi dal denaro contante;

¨     una descrizione sulle caratteristiche dell’oggetto prezioso, sulla sua natura e qualità;

¨     la quotazione dell’oro e dei metalli preziosi contenuti nell’oggetto;

¨     due fotografie in formato digitale dell’oggetto prezioso (con prospettive diverse);

¨     la data e l’ora dell’operazione;

¨     l’importo corrisposto e il mezzo di pagamento usato;

¨     la destinazione data all’oggetto completa dei dati identificativi: dell’altro operatore compro oro o cliente a cui l’oggetto è stato ceduto, dell’operatore professionale a cui l’oggetto è stato venduto o ceduto per altre trasformazioni, delle fonderie/aziende specializzate nel recupero di materiali preziosi a cui l’oggetto è stato ceduto.

Al termine dell’operazione l’operatore rilascia al cliente una ricevuta riepilogativa delle informazioni acquisite.

CONSERVAZIONEGli operatori devono conservare i dati acquisiti per un periodo di 10 anni.

I sistemi di conservazione utilizzati devono essere idonei a garantire:

¨     l’accessibilità completa e tempestiva dei dati da parte delle autorità;

¨     l’integrità e la non alterabilità dei dati, successivamente alla loro acquisizione;

¨     la completezza e la chiarezza dei dati e delle informazioni acquisite;

¨     il mantenimento della storicità dei dati in modo che, rispetto a ciascuna operazione, sia assicurato il collegamento tra i dati e le informazioni acquisite.

SEGNALAZIONE OPERAZIONI SOSPETTEGli operatori devono inviare alla UIF (Unità di informazioni finanziaria) le segnalazioni sospette, secondo le modalità stabile dal decreto antiriciclaggio (D.lgs. 231/2007).
SANZIONIIl D.lgs. 92/2017 definisce anche gli aspetti sanzionatori legati all’attività di compro oro.

Per l’esercizio dell’attività in assenza di iscrizione al registro dei compro oro, è prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni e la multa da 2.000 a 10.000 Euro.

Gli operatori che non comunicano le variazioni dei dati forniti in sede di iscrizione al Registro, sono punti con la sanzione amministrativa pecuniaria di 1.500 Euro, che è triplicata in caso di violazioni gravi, ripetute e sistematiche. Tuttavia, se la comunicazione avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza dei termini, la sanzione è ridotta a 500 euro. Per la contestazione di queste violazioni e per l’irrogazione della sanzione è competente l’OAM.

Per gli operatori che omettono di identificare il cliente, e per coloro che non effettuano la conservazione dei dati, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 10.000 Euro. Tale sanzione è raddoppiata nel minimo e nel massimo in caso di violazioni gravi, ripetute o sistematiche.

Agli operatori che omettono di effettuare le segnalazioni sospette  (o che lo fanno tardivamente) è prevista la sanzione pecuniaria da 5.000 a 50.000 Euro. Tale sanzione è raddoppiata nel minimo e nel massimo in caso di violazioni gravi, ripetute o sistematiche.

Le sanzioni possono essere ridotte fino a 1/3 in caso di violazioni ritenute di minore gravità.

Nell’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie si dovrà tener conto del fatto che il destinatario della sanzione è una persona fisica o giuridica, e poi dei seguenti elementi:

¨        gravità e durata della violazione;

¨        grado di responsabilità della persona;

¨        capacità finanziaria della persona;

¨        entità del vantaggio ottenuto o delle perdite evitate per effetto della violazione;

¨        entità del pregiudizio recato ai terzi per effetto della violazione;

¨        livello di cooperazione con le autorità competenti prestato dalla persona responsabile;

¨        le precedenti violazioni.

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