Compensazione crediti verso la pubblica amministrazione

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Nel 2017, le imprese e i professionisti che vantano un credito nei confronti della Pubblica amministrazione, potranno compensarlo con i debiti tributari riferiti a carichi affidati all’Agente della riscossione entro il 31.12.2016.

Si tratta di una proroga, disposta dalla Manovra Correttiva 2017, di una disposizione già attuata per il 2014 e 2015.

I crediti devono essere preventivamente certificati, tramite la piattaforma telematica predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato.

Una volta ottenuta la certificazione, il contribuente che intende procedere con la compensazione, dovrà effettuarne esplicita richiesta all’Agente della Riscossione.

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COMPENSAZIONE CREDITI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
PREMESSA La Manovra Correttiva (art. 9-quater D.l. 50/2017) ha prorogato la possibilità per le imprese/lavoratori autonomi che vantano crediti:

¨        per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali;

¨        nei confronti delle amministrazioni pubbliche;

¨        non prescritti, certi, liquidi ed esigibili;

¨        certificati;

di compensare detti crediti con le somme riferite a carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31.12.2016, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

L’utilizzo del credito pertanto è possibile solo se con lo stesso è possibile pagare interamente quanto dovuto.

Questa possibilità, prevista inizialmente per il 2014 con Decreto n. 236 del 24.9.2014 (pubblicato sulla G.U. 10.10.2014), poi fu prorogata:

¨        per il 2015 dalla Finanziaria 2015;

¨        per il 2016 dalla Finanziaria 2016;

¨        e ora nuovamente per il 2017, dalla Manovra Correttiva 2017.

Recentemente è stato pubblicato il Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, del 9.8.2017, con cui si stabilisce che ai fini della predetta compensazione valgono le disposizioni attuative definite in passato con il Dm 24.09.2014. Tuttavia, a differenza delle volte precedenti, il decreto va riferimento ai “carichi affidati all’Agente della Riscossione”, e non alle “cartelle esattoriali notificate”.

In questo modo assume rilevanza la data in cui il carico è affidato all’Agente della riscossione, anziché la data di notifica della cartella.

Si segnala che in risposta all’Interrogazione parlamentare n. 3-03191 del 25.07.2017 il Mef ha acconsentito alla possibilità di compensazione dei crediti inseriti e certificati nell’apposita piattaforma MEF, vantati dalle imprese fornitrici della pubblica amministrazione, con i debiti delle stesse imprese, risultanti in esito alla presentazione dell’istanza di definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione ex D.l. 193/2016.

LA RICHIESTA DI CERTIFICAZIONE DEL CREDITO

 

Innanzitutto, per poter utilizzare il credito vantato verso la P.A., il creditore deve richiedere all’Ente debitore la certificazione del credito al fine di garantirne la certezza, liquidità ed esigibilità nonché il relativo ammontare.

Il processo di certificazione è totalmente gratuito e gestito tramite la piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti  predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato ed accessibile al seguente indirizzo web:

http://crediticommerciali.mef.gov.it/CreditiCommerciali/home.xhtml

La procedura richiede necessariamente e preventivamente l’accreditamento all’interno della Piattaforma da parte del creditore, che dovrà comunicare i propri dati personali e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a cui saranno inviate tutte le comunicazioni utili relative all’utilizzo della Piattaforma.

Dopodiché il creditore potrà inoltrare l’istanza di certificazione del credito, utilizzando l’apposita funzionalità messa a disposizione dalla Piattaforma. Il sistema presenta all’utente un modulo, parzialmente precompilato con le informazioni relative al creditore già inserite in fase di registrazione, che deve essere completato specificando:

¨        la P.A. nei confronti della quale si intende chiedere la certificazione,

¨        il dettaglio delle fatture (numero, data e importo) a cui si riferisce il credito;

¨        la sottoscrizione delle dichiarazioni previste dalla normativa vigente.

Si rammenta che la certificazione non può essere rilasciata:

¨        dagli Enti locali commissariati;

¨        dagli Enti del SSN delle Regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari che hanno in atto operazioni ricognitive del debito.

Non è inoltre possibile richiedere la certificazione per i crediti vantati nei confronti di:

¨        organi costituzionali e a rilevanza costituzionale;

¨        enti pubblici economici;

¨        enti ed Organismi di diritto privato;

¨        società a partecipazione pubblica.

Entro 30 giorni dal ricevimento della domanda l’Ente pubblico debitore è tenuto a:

¨        certificare l’ammontare, la liquidità ed esigibilità del credito;

¨        ovvero a rilevarne l’insussistenza/inesigibilità (totale o parziale).

Nel certificato è indicata anche la data prevista per il pagamento del credito.

Se entro il termine di 30 giorni l’Ente non fornisce una risposta, il creditore può richiedere all’Ufficio Centrale di bilancio o alla Ragioneria Territoriale dello Stato la nomina di un “commissario ad acta”. La richiesta va effettuata con un’apposita istanza, mediante la Piattaforma per la certificazione dei crediti. Il commissario ad acta dovrà essere nominato entro 10 giorni dalla presentazione della richiesta, e dovrà provvedere al rilascio della certificazione del credito entro 50 giorni dalla nomina, senza oneri a carico del richiedente.

Nel caso in cui la P.A. vanti dei crediti nei confronti del richiedente, la certificazione sarà resa al netto di tali somme.

Il creditore riceve notifica:

¨        del rilascio della certificazione;

¨        ovvero dell’insussistenza/inesigibilità del credito;

¨        nonché dell’eventuale nomina del commissario ad acta;

all’indirizzo PEC indicato in sede di accreditamento alla Piattaforma.

LA COMPENSAZIONE DEL CREDITO CERTIFICATO

 

Una volta ottenuta la certificazione, il creditore può utilizzare il credito in compensazione con debiti:

¨        relativi a somme riferite a carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31.12.2016;

¨        di importo pari o inferiore al credito certificato.

Ai fini della compensazione il creditore deve presentare la certificazione all’Agente della riscossione, presentando la copia cartacea della certificazione ovvero dei codici relativi alla certificazione che intende compensare, denominati “numero progressivo della certificazione” e “codice di controllo”.

L’Agente, dopo aver verificato lo stato e la disponibilità del credito certificato, provvede a registrare sulla Piattaforma l’avvenuta operazione di compensazione effettuata.

Il sistema invia automaticamente le notifiche al soggetto interessato, il quale potrà, in ogni momento, accedere alla Piattaforma per consultare lo stato e la disponibilità residua del credito.

Per le somme iscritte a ruolo che non rientrano nell’ambito di applicazione del Decreto in esame si applicano le modalità di compensazione previste dai Decreti 25.6.2012 e 19.10.2012, fermo restando l’importo massimo compensabile, innalzato dal 2014 da € 516.456,90 a € 700.000.

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