Vediamo un caso pratico

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Dopo aver analizzato l’efficacia del controllo di gestione – tecnica di monitoraggio degli obiettivi programmati – si passa a confrontare i valori di budget con il consuntivo: le differenze riscontrate, se rilevanti e sfavorevoli per l’azienda, dovranno essere analizzate per individuare la causa che generato lo scostamento.

Cerchiamo ora di capire come può essere effettuato il controllo di gestione prendendo ad esempio dati irreali ancorché veritieri.

Si immagini un’impresa che trasforma la materia prima acquistata da un fornitore italiano in prodotto finito. L’impresa prevede di conseguire euro 500.000 di ricavi per la vendita di n. 5.000 di prodotti finiti al prezzo medio di euro 100 cadauno. A fronte di ciò, ritiene di sostenere costi per euro 125.000 per l’acquisto di kg 20.000 di materia prima.

Il prospetto di budget, quindi, sarà  il seguente:

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Budget
Ricavi delle vendite € 500.000
Prodotti finiti Pz 5.000
Prezzo medio di vendita € 100,00
Costi di acquisto € 125.000
Materie prime Kg 20.000
Prezzo medio di acquisto € 6,25

Alla fine dell’esercizio N. i valori consuntivi sono i seguenti:

Consuntivo
Ricavi delle vendite € 525.000
Prodotti finiti Pz 5.250
Prezzo medio di vendita € 100,00
Costi di acquisto € 144.375
Materie prime Kg 23.100
Prezzo medio di acquisto € 6,25
Rimanenze iniziali Kg 1.600
Rimanenze finali Kg 1.666

Dal confronto dei due prospetti risultano i seguenti scostamenti:

Budget Consuntivo Differenza
Ricavi delle vendite € 500.000 € 525.000 + 5,00%
Prodotti finiti Pz 5.000 Pz 5.250 + 5,00%
Prezzo medio di vendita € 100,00 € 100,00 + 0,00%
Costi di acquisto € 125.000 € 144.375 +15,50%
Materie prime Kg 20.000 Kg 23.100 + 15,50%
Prezzo medio di acquisto € 6,25 € 6,25 + 0,00%
Rimanenze iniziali Kg 1.600
Rimanenze finali Kg 1.666

A primo impatto è possibile verificare che, a fronte di un aumento di ricavi dovuti ad un incremento delle vendite (da 5.000 pz previsti in budget si è passati a 5.250 pz), si registra un aumento dei costi dovuti prevalentemente all’acquisto delle materie prime (da euro 125.000 previsti a euro 144.375). Tuttavia, l’incremento dei costi è da considerarsi anomalo se si tiene conto della stabilità  del prezzo di acquisto (euro 6,25).

In effetti i ricavi aumentano solo del 5% a fronte di un aumento dei costi della materia prima di 15,50%.

Questo vuol dire che sono state acquistate materie prime in più rispetto a quelle effettivamente lavorate e vendute. Ciò potrebbe trattarsi di un prudenziale aumento delle scorte di magazzino, probabilmente in vista di un aumento del prezzo di acquisto e, in tal caso, dovrebbe riscontrarsi una sensibile variazione delle rimanenze finali rispetto a quelle iniziali.
Nel caso in esame, tuttavia, la variazione delle rimanenze è piuttosto bassa.

anomalia è quindi da ricercare all’interno del processo produttivo poiché, con molta probabilità , si registrano eccessivi sprechi di materia prima in fase di lavorazione.

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