Acconto Novembre minimi e forfettari

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Entro il prossimo 30.11.2017 va effettuato il versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi ed Irap relativi al 2017.

Tra i contribuenti tenuti al versamento delle imposte figurano anche contribuenti minimi ex art. 27 D.L. 78/2011 e contribuenti forfettari ex articolo 1, co. 64, Legge di Stabilità 2015.

Circa le modalità di calcolo dell’acconto bisogna fare particolare attenzione in caso di passaggio da regime ordinario a regime agevolato e viceversa.

 

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ACCONTO MINIMI E FORFETTARI
CONTRIBUENTI MINIMI  

 

Nel corso del 2014, il Legislatore è intervenuto più volte apportando modifiche al regime dei contribuenti minimi. In particolare:

¨        la Legge di Stabilità 2015, ha abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 2015, il regime agevolato dei contribuenti minimi, consentendo comunque ai contribuenti in attività al 31 dicembre 2014 di continuare ad avvalersene fino a scadenza naturale;

¨        successivamente, il Decreto c.d. “Milleproroghe” (D.L. n. 192/2014), ha apportato un’ulteriore modifica, consentendo ai contribuenti di aderire al regime dei contribuenti minimi fino al 31 dicembre 2015.

Pertanto, dette modifiche normative fanno sì che quello dei contribuenti minimi sia un regime rispetto al quale:

¨        non è più possibile l’accesso dal 1° gennaio 2016;

¨        è possibile la permanenza fino alla sua scadenza naturale per coloro che applicano tale regime al 31 dicembre 2015, ossia:

ü  nei primi cinque anni di attività;

ü  entro il limite maggiore del compimento del trentacinquesimo anno di età.

Ai sensi dell’articolo 27, comma 1, D.L. n. 98/2011 il reddito di lavoro autonomo/impresa è assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali in misura pari al 5%. Per i soggetti in regime dei contribuenti minimi l’imposta sostitutiva viene liquidata (anche in acconto) con le stesse modalità e termini previsti per i soggetti IRPEF e pertanto l’eventuale debenza di acconto si determina nel seguente modo:

¨          acconto non dovuto: qualora l’imposta dovuta (rigo “Differenza”, quadro LM) sia pari o inferiore ad € 51,65;

¨          acconto in unica soluzione, qualora l’imposta dovuta (rigo “Differenza”) sia superiore ad € 51,65 ma non ad € 257,52. In tal caso l’acconto è dovuto nella misura del 100%, da versare entro il 30 novembre;

¨        acconto in due rate, qualora l’imposta dovuta (rigo “Differenza”) sia superiore a € 257,52:

ü  40% entro il 20 giugno (21 luglio con maggiorazione dello 0,40%);

ü  60% entro il 30 novembre.

Il pagamento degli acconti dell’imposta sostitutiva per i contribuenti minimi va effettuato con i seguenti codici tributo, istituiti con Risoluzione 25 maggio 2012, n. 52:

¨          “1793” per la prima rata di acconto;

¨          “1794” per la seconda o unica rata di acconto.

Il versamento del secondo acconto non è rateizzabile.

I contribuenti che fuoriescono dal regime agevolato dei contribuenti minimi risultano soggetti ad IRPEF oppure ad imposta sostitutiva al 15%, se gli stessi accedono al regime forfetario, se in possesso dei requisiti.

Nel primo caso, considerando il meccanismo di scomputo previsto nel quadro RN, Mod. REDDITI PF, i soggetti fuoriusciti dal regime versano l’acconto dell’imposta sostitutiva (ancorché per lo stesso periodo siano soggetti all’IRPEF) che successivamente verrà fatta “confluire” nell’IRPEF.

In sostanza, tali contribuenti versano l’acconto 2017 utilizzando i codici tributo previsti per l’imposta sostitutiva e dovranno indicare quanto versato a tale titolo a rigo RN38, colonna 4, Mod. REDDITI 2018 PF.

Tali soggetti possono però scegliere di non versare affatto l’acconto dell’imposta sostitutiva, posto che non saranno più soggetti a tale imposta. L’eventuale versamento va effettuato:

¨        a titolo di acconto utilizzando i codici tributo “1793” (prima rata) e “1794” (seconda o unica rata);

¨        del saldo 2016 utilizzando il codice tributo “1795”.

Nel secondo caso, i contribuenti che fuoriescono dal regime dei minimi (ad esempio, a partire dal 1° gennaio 2017) e adottano il regime forfetario, determineranno il reddito 2017 in via forfetaria secondo le modalità illustrate dalla norma istitutiva, ed assoggettando lo stesso ad imposta sostitutiva con aliquota del 15%. Si ritiene sia possibile versare in tal caso con i codici tributo relativi al regime dei minimi (“1793”, “1794”, “1795”).

I contribuenti che sono usciti dal regime dei minimi dal 2017 e hanno applicato il regime ordinario, se nel corso del 2017 versano l’acconto dell’imposta sostitutiva del 5% (cod. tributo “1793” e “1794”), possono scomputare quanto versato dall’IRPEF dovuta per il 2017 indicando tali somme a rigo RN38, col. 4.

 

 

 

 

 

 

PERIODO 2016 PERIODO 2017
REGIME REGIME IMPOSTA DOVUTA ACCONTO 2017
CRITERIO BASE DI CALCOLO
MINIMI MINIMI Imposta sostitutiva 5% Storico o previsionale 5% x imponib. stor/prevent
FORFETTARIO Imposta sostitutiva 15% – 5% ü  assoggettano il reddito 2017 all’imposta sostitutiva (15%);

ü  versano l’acconto 2017 dell’imposta sostitutiva dei minimi (codice tributo “1793”) e lo indicheranno nel quadro LM del mod. REDDITI 2018 PF.

ORDINARIO IVA Irpef ü  determineranno il reddito 2017 nei modi ordinari assoggettando lo stesso ad IRPEF, come di consueto;

ü  versano l’acconto 2017 dell’imposta sostitutiva (codice tributo “1793”) e lo indicheranno nel quadro RN del mod. REDDITI  2018 PF

 

CONTRIBUENTI FORFETARI  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i contribuenti forfettari ai sensi dell’articolo 1, comma 64, Legge di Stabilità 2015, il reddito di lavoro autonomo/impresa è assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle relative addizionali e dell’IRAP in misura pari al 15% (5% per i forfetari start-up a partire dal 2016, ai sensi del comma 65, Legge n. 190/2014).

Per i soggetti in regime forfetario l’imposta sostitutiva viene liquidata (anche in acconto) con le stesse modalità e termini previsti per i soggetti IRPEF.

Il pagamento degli acconti dell’imposta sostitutiva per i nuovi contribuenti forfetari va effettuato con i seguenti codici tributo, istituiti con Risoluzione 11 giugno 2015, n. 59:

¨        “1790” per la prima rata di acconto;

¨        “1791” per la seconda o unica rata di acconto. Il secondo acconto non è rateizzabile.

I contribuenti che nel 2017 accedono al nuovo regime fiscale agevolato possono provenire da:

¨        regime ordinario.

Il contribuente che proviene dal regime ordinario, transitando ad un regime con imposta sostitutiva, può valutare l’ipotesi di una determinazione dell’acconto IRPEF in via previsionale, non considerando il reddito d’impresa/lavoro autonomo; si deve prestare attenzione anche al fatto che gli altri redditi posseduti dal contribuente potrebbero aumentare da un anno all’altro. Non si ritiene obbligatorio versare gli acconti dell’imposta sostitutiva del 15%;

¨        regime dei minimi (art. 27, comma 1 e 2, D.L. n. 98/2011).

I soggetti che provengono dal regime dei minimi, nel 2016 erano soggetti ad imposta sostitutiva del 5%. Il passaggio di regime comporta un aumento dell’imposta, quindi, dal 5 al 15%; tuttavia si tratta di imposte sostitutive differenti e quindi non si ritiene obbligatorio versare gli acconti dell’imposta sostitutiva del 15%; se viene effettuato il versamento degli acconti è consigliabile utilizzare i codici 1790 e 1791.

I contribuenti che nel 2016 hanno adottano il regime forfetario e fuoriescono con l’anno 2017, per opzione o per perdita dei requisiti e delle condizioni di mantenimento del regime, transitano in regime ordinario.

In tal caso:

¨        il reddito 2016, essendo determinato in via forfetaria, è assoggettato ad imposta sostitutiva;

¨        il reddito 2017 sarà determinato nei modi ordinari ed assoggettato ad IRPEF.

Nel 2017 il contribuente si trova soggetto all’IRPEF, e quindi dovrebbe versare l’acconto per tale imposta, ma non trova nel 2016 base imponibile per l’individuazione dell’acconto.

Tuttavia, come è possibile il riporto degli acconti d’imposta per i soggetti provenienti dai minimi, sulla base di quanto previsto nel rigo RN38, col. 4 si può supporre che anche coloro che fuoriescono dal regime forfetario possano versare l’acconto dell’imposta sostitutiva (ancorché per lo stesso periodo siano soggetti all’IRPEF) che successivamente verrà fatta “confluire” nell’IRPEF (REDDITI 2018).

 

 

PERIODO 2016 PERIODO 2017
REGIME REGIME IMPOSTA DOVUTA ACCONTO 2017
CRITERIO BASE DI CALCOLO
MINIMI MINIMI Imposta sostitutiva 5% Storico o previsionale 5% x imponib. stor/prevent
FORFETTARIO Imposta sostitutiva 15% – 5% ü  assoggettano il reddito 2017 all’imposta sostitutiva (15%);

ü  versano l’acconto 2017 dell’imposta sostitutiva dei minimi (codice tributo “1793”) e lo indicheranno nel quadro LM del mod. REDDITI 2018 PF.

ORDINARIO IVA Irpef ü  determineranno il reddito 2017 nei modi ordinari assoggettando lo stesso ad IRPEF, come di consueto;

ü  versano l’acconto 2017 dell’imposta sostitutiva (codice tributo “1793”) e lo indicheranno nel quadro RN del mod. REDDITI  2018 PF

TERMINI DI VERSAMENTO 

 

I termini di versamento dell’acconto per i contribuenti minimi possono essere così riassunti nella tabella seguente:
Acconto Data di Pagamento Codice Tributo Rateizzabile o Meno
I° acconto 2017 20 luglio (o 21 agosto con luglio con maggiorazione dello 0,40%) 1793 (regime dei minimi)

1790 (regime forfettario)

Rateizzabile massimo fino a novembre 2017
II° o unico acconto 2017 30 novembre 2017 1794 (regime dei minimi)

1791 (regime forfettario)

Non rateizzabile

 

 

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