Split payment per le P.A. con fattura elettronica

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Il regime dello split payment è stato oggetto di recenti cambiamenti che hanno portato un’estensione del meccanismo sia per quanto riguarda i destinatari (pubbliche amministrazioni e società controllate), che i cedenti prestatori (tra i quali figurano ora anche i lavoratori autonomi).

Con il decreto del 13.07.2017 il Mef ha modificato il criterio di individuazione delle Pubbliche amministrazioni soggette alla disciplina dello split payment, facendolo coincidere con quello relativo alle norme in materia di fatturazione elettronica.

Sono stati inoltre resi disponibili sul sito del Mef i nuovi elenchi revisionati dei soggetti destinatari dello split payment.

 

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SPLIT PAYMENT PER LE P.A. CON FATTURA ELETTRONICA
PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E SPLIT PAYMENT

 

Con decreto del 13 luglio 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24.07.2017, il Mef ha modificato le modalità di individuazione delle Pubbliche amministrazioni soggette alla disciplina dello split payment, facendolo coincidere con quello relativo alle norme in materia di fatturazione elettronica, ex art. 1 commi 209-2014 L. 244/2007, ossia:

¨   le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (i soggetti iscritti nell’elenco Istat, le autorità indipendenti e le amministrazioni di cui all’art. 1 comma 2 L. 165/2001);

¨   le amministrazioni autonome.

Alla luce di questa modifica per individuare le Pubbliche amministrazioni interessate si dovrà fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito internet:

http://www.indicepa.gov.it/documentale/index.php

escludendo i “Gestori di pubblici servizi”, mentre sono tenute all’applicazione dello split payment le “aziende speciali”, per la quali vige l’obbligo di fatturazione elettronica.

Riepilogando, dunque, le pubbliche amministrazioni soggette alle norme sullo split payment sono:

  Pubbliche Amministrazioni individuate dall’ISTAT nell’elenco pubblicato nella G.U. entro il 30.09 di ogni anno
  Autorità indipendenti
  Le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 comma 2 L. 165/2001, ossia:

¨   le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,

¨   le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo,

¨   le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni,

¨   le istituzioni universitarie,

¨   gli Istituti autonomi case popolari,

¨   le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni,

¨   tutti gli enti del Servizio sanitario nazionale,

¨   l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN)

¨    e le Agenzie di cui al d.lgs. 3 luglio 1999, n. 300 (Agenzia delle Entrate, delle Dogane …),

¨   fino alla revisione organica della disciplina di settore anche il CONI

  Le amministrazioni autonome
SOCIETA’ CONTROLLATE E SPLIT PAYMENT Con il D.l. 50/2017 il meccanismo dello split payment è stato esteso anche:

¨   alle società controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (n. 1 e 2 comma 1 dell’art. 2359 del codice civile);

¨   alle società controllate direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di comuni (n. 1 comma 1 dell’art. 2359 del codice civile);

¨   alle società controllate direttamente o indirettamente dalle predette società (n. 1 comma 1 dell’art. 2359 del codice civile).

Si ricorda che l’art. 2359 del codice civile considera società controllata la società:

ü  in  cui  un’altra  società dispone della maggioranza dei  voti esercitabili nell’assemblea ordinaria (n.1);

ü  in  cui  un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria (n.2);

¨   alle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana (comma 1-bis art. 17-ter DPR 633/72). Con un successivo decreto del MEF potrà essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario.

Il decreto MEF del 27.6.2017 (modificativo del precedente decreto MEF del 23.01.2015) aveva stabilito che ai fini dell’individuazione delle società:

¨   in sede di prima applicazione, per le operazioni per le quali è stata emessa fattura dal 1° luglio 2017 fino al 31.12.2017, le nuove disposizioni si applicavano alle società controllate/incluse nell’indice FTSE MIB, che risultano tali al 24.04.2017;

¨   per le operazioni emesse a partire dal 1° gennaio 2018, le nuove disposizioni si applicavano alle società controllate/incluse nell’indice FTSE MIB, che risultano tali alla data del 30.09 dell’anno precedente.

Il recente decreto Mef del 13.07.2017 non ha apportato modifiche all’ambito di applicazione di questi soggetti tuttavia si segnala che il Mef ha revisionato gli elenchi delle società controllate destinatarie dello split payment, e li ha resi disponibili sul suo sito internet, come di seguito riepilogati:

Società controllate di diritto dalla presidenza del consiglio dei ministri e dai ministeri e delle società controllate da quest’ultime Elenco 2
Società controllate di fatto dalla presidenza del consiglio dei ministri e dai ministeri e delle società controllate da quest’ultime Elenco 3
Società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni, e dalle controllate di quest’ultime Elenco 4
Elenco delle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della borsa italiana Elenco 5
DECORRENZA E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA Il DM del 13.07.2017 stabilisce che tali nuove regole si applichino a partire dalle fatture per le quali l’esigibilità si verifica a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto stesso (quindi dal 25.07.2017).

Tuttavia, sono fatti salvi i comportamenti dei soggetti che hanno assoggettato alla disciplina dello split payment le fatture per le quali l’esigibilità si è verificata dal 1° luglio 2017 fino al 24.07.2017 (data di pubblicazione del decreto).

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